Vitelloni Piemontesi della coscia

Prodotto Italiano ad Indicazione Geografica Protetta – I.G.P. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: La zona di produzione comprende, in Piemonte, l’intero territorio delle province di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino e parte di quello delle province di Biella, Novara e Vercelli; essa comprende inoltre, in territorio ligure, alcuni comuni delle province di Imperia e Savona.

L’IGP ‘Vitelloni piemontesi della coscia’ è riservata alle carni ottenute dalla macellazione di bovini maschi e femmine di razza Piemontese iscritti al relativo Libro Genealogico (o figli di genitori entrambi iscritti al Libro Genealogico) di età superiore ai 12 mesi allevati e ingrassati, dallo svezzamento alla macellazione, nella zona di produzione delimitata.

I ‘Vitelloni piemontesi della coscia’ sono animali caratterizzati da un peso superiore a quello dei capi di tipo comune, presentano una miglior resa alla macellazione e allo spolpo e un ridotto stato di ingrassamento della carcassa; essi differiscono infatti dagli altri bovini sia per aspetti anatomici che per caratteri fisiologici.

Caratteristiche:

Caratteristiche fisiche

Classi di conformazione: S = Superiore, E = Eccellente e U = Ottimo
Peso a freddo delle carcasse: superiore a 360 kg per quelle di categoria A (carcasse di giovani animali maschi non castrati di età inferiore a 24 mesi) 340 kg per quelle di categoria C (carcasse di animali maschi castrati) 260 kg per quelle di categoria E (carcasse di altri animali femmine)
Ph delle carcasse: a 24 ore dalla macellazione, deve essere inferiore a 6
Resa alla macellazione: pari almeno al 62% per i maschi e al 59% per le femmine e gli animali castrati
Stati di ingrassamento: 1 = Molto scarso e 2 = scarso

Caratteristiche sensoriali e organolettiche

Colore: può variare dal rosato al rosso chiaro brillante

Metodo di preparazione: Dopo lo svezzamento, compreso tra i 3 e gli 8 mesi di età, e fino alla macellazione, l’alimentazione dei bovini si basa sulla somministrazione di foraggio proveniente per almeno il 70% da prati naturali costituiti da essenze spontanee della zona di produzione e/o da prati coltivati costituiti prevalentemente da graminacee e leguminose; alla componente foraggera si aggiunge una quota di mangimi, semplici o composti, di cui la componente cerealicola, ottenuta anch’essa nell’area di produzione, deve costituire almeno il 60% del totale dei componenti del mangime stesso.

La carne bovina ad Indicazione Geografica Protetta ‘Vitelloni Piemontesi della coscia’ può essere venduta nei punti di commercializzazione sia fresca al taglio, sia preincartata, sia preconfezionata. Nel caso di vendita di carne al taglio o preincartata, un documento riportante gli elementi di etichettatura, deve essere esposto e ben visibile nell’area del bancone di vendita.

La carne sezionata deve essere confezionata nei seguenti modi: preconfezionato, sottovuoto, atmosfera modificata. Essa è posta in vendita solo in confezioni chiuse ed etichettate con le informazioni previste dal disciplinare. Il confezionamento può avvenire solo in laboratori di sezionamento autorizzati e sotto il controllo dell’organo preposto che consente l’apposizione del logo della Indicazione Geografica Protetta sulle singole confezioni.

Storia: La particolarità dei “Vitelloni piemontesi della coscia” deriva da una mutazione genetica naturale, rilevata per la prima volta nel 1886 nel Comune di Guarene, in provincia di Cuneo; osservata inizialmente con sospetto, questa peculiarità morfologica divenne in seguito una delle principali finalità di selezione degli animali, determinando la progressiva affermazione del tipo “della coscia” come il più importante ed apprezzato nell’ambito della razza Piemontese.

Curiosità: Il carattere “della coscia” che contraddistingue gli animali dipende dall’azione di uno specifico gene situato sul cromosoma 2, conosciuto come “gene della miostatina”; in virtù di tale mutazione l’attività del gene non è più in grado di esercitare la sua funzione regolatrice sulla produzione della miostatina, determinando quindi uno straordinario sviluppo muscolare degli animali, caratteristica che risulta particolarmente evidente nei quarti posteriori.

A tale caratteristica si accompagna altresì un ridotto contenuto in lipidi, un elevato tenore proteico ed un colore particolarmente brillante che rendono unica e particolarmente apprezzata la carne dei “Vitelloni piemontesi della coscia”.

Etichettatura: Sulle confezioni deve essere riportata l’etichetta contenente, oltre agli elementi previsti dalla normativa vigente, la denominazione ‘Vitelloni Piemontesi della coscia’ o il logo della denominazione, la dicitura ‘Indicazione Geografica Protetta’ anche abbreviata I.G.P. e il simbolo dell’Unione europea.

In etichetta dovrà essere riportata la denominazione di vendita ‘bovino adulto’ prevista dalla normativa nazionale vigente.

Sono ammesse inoltre le seguenti ulteriori informazioni: codice di rintracciabilità; azienda di allevamento/ingrasso; data di macellazione;
sesso dell’animale.

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