Scheda ministeriale prodotto:

Patata dell’Alto Viterbese

Prodotto Italiano ad Indicazione Geografica Protetta – I.G.P. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: La zona di produzione della Patata dell’Alto Viterbese IGP interessa i comuni di Acquapendente, Bolsena, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, S. Lorenzo Nuovo, Valentano e Proceno in provincia di Viterbo, nella regione Lazio.

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La Patata dell’Alto Viterbese IGP è ottenuta da tuberi della specie Solanum tuberosum, in particolare nelle varietà Monalisa, Ambra, Agata, Vivaldi, Finka, Marabel, Universa, Chopin, Arizona e Agria. La forma è ovale allungata e regolare, polpa di colore giallo, buccia gialla e liscia.
Metodo di produzione: Per garantire la tracciabilità del prodotto sin dalla prima fase di produzione, i tuberi-seme utilizzati devono essere certificati e, se seminati interi, devono avere calibro minimo di 55 mm. Prima della semina, il terreno deve essere adeguatamente preparato a partire dal mese di settembre – ottobre, effettuando un’aratura di almeno 30 cm che consenta l’adeguata penetrazione di pioggia, neve e gelo durante la stagione invernale. A fine inverno sarà possibile procedere con l’affinamento e la fresatura, per poi passare alla semina che si realizza in genere fra il 15 febbraio e il 15 maggio. Una volta giunte al giusto livello di maturazione, comincia la fase della raccolta che si svolge tra il 15 giugno e il 30 settembre. Per effettuarla meccanicamente con l’ausilio di macchine scavaraccoglipatate senza danneggiarle, la raccolta deve avvenire quando la buccia non si distacca sfregandola con le dita. Le patate possono anche essere lavorate come prodotto di IV gamma, dopo essere state sottoposte a processo di lavaggio in acqua, pelatura meccanica e cernita, vengono tagliate nei vari formati, o eventualmente lasciate intere, e infine immesse in acqua ozonizzata per non farle ossidare. Alla fine della lavorazione, il prodotto viene mantenuto a temperatura di 3-5°C in apposite celle in attesa della spedizione.
Aspetto e sapore: La Patata dell’Alto Viterbese IGP ha forma ovale od ovale allungata regolare, una pezzatura compresa tra 40 e 75 mm, la buccia di colore giallo e liscia, mentre all’interno presenta una pasta gialla con la parte edibile non inferiore al 97%. Il sapore è intenso e gradevole, con un livello di umidità che deve essere compreso fra il 75 e l’85% e il contenuto in amido che non può essere inferiore a 10 gr per 100 gr di prodotto.
Gastronomia: La Patata dell’Alto Viterbese IGP allo stato fresco si conserva in luoghi freschi e asciutti, possibilmente in assenza di luce. Il prodotto di IV gamma confezionato va conservato a temperatura di 4°C e ha una shelf life di 8 giorni. Per ciascuna varietà della Patata dell’Alto Viterbese IGP è possibile distinguere le modalità di preparazione a cui meglio si adatta in base alle specifiche caratteristiche. Le varietà Ambra e Monalisa sono adatte per tutti gli usi, si prestano in particolare alla cottura in forno e alla preparazione degli gnocchi; la varietà Agria è particolarmente indicata per la frittura, grazie alla più alta presenza di sostanza secca; mentre la varietà Agata ha meno sostanza secca rispetto alle varietà adatte alla frittura, caratteristica per cui rende al meglio se cotta al vapore e utilizzata per la preparazione di purè e crocchette.
Nota distintiva: La Patata dell’Alto Viterbese IGP deve le sue caratteristiche distintive alla composizione del suolo di coltivazione, caratterizzato da terreni di origine vulcanica ricchi di potassio e da un microclima che risente degli influssi del Lago di Bolsena, che grazie alla sua azione mitigatrice determina condizioni particolarmente favorevoli per la coltura di questo prodotto.
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