Scheda ministeriale prodotto:

Mirinello di Torremaggiore

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T.

Zona di produzione: Agro di Torremaggiore e area dell’Alto tavoliere.

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Descrizione sintetica del prodotto: Liquore tipico che si ottiene dall’estrazione in alcol alimentare delle essenze contenute nelle ciliege selvatiche mature (Prunus Mahaleb o magaleppo – Santa Lucia). Gli ingredienti fondamentali sono: estratto alcolico di ciliegio selvatico, acqua, zucchero e aromi naturali. La destinazione varia: da digestivo ad aperitivo sino all’abbinamento con dolci da forno a base di cioccolato, semifreddi e biscotti da dessert.

Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura: Le drupe del ciliegio selvatico raccolte direttamente dall’albero sono destinate, previa selezione e lavaggio, alla macerazione in alcool per circa 35 – 40 gg, secondo rapporti in volume ben definiti. In seguito è prevista l’aggiunta di acqua e aromi naturali con l’ottenimento di un liquore con una gradazione alcolica min. Di 30°. L’intero ciclo produttivo viene realizzato immediatamente alla raccolta mentre durante il processo di infusione i contenitori (in vetro e/o in acciaio) devono essere riposti in ambienti al buio con temperature max di 20° . Dopo questa fase è possibile imbottigliare il liquore unicamente in contenitori di vetro. Come prodotto alcolico il consumo può avvenire sino a quando il contenuto resta integro e non subisce modifiche evidenti, nel colore, nella stabilità fisica e organolettica.

Materiali, attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e il condizionamento: Il processo di produzione prevede l’uso di contenitori a norma per l’infusione ed il confezionamento. E’ previsto l’uso di materiali in vetro e/o in acciaio. Per quanto concerne i tappi per la chiusura, possono essere di sughero, plastica o in altro materiale a norma CE.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura: Sono quelli che hanno ottenuto l’autorizzazione sanitaria dalla competente ASL territoriale. Tuttavia per la conservazione dei prodotti, le temperature ideali oscillano dai 10 ai 20 ° C.

Elementi che comprovino che le metodiche siano state praticate in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni: “ I vini e i liquori del comune di Torremaggiore” Opuscolo  – Edizione 1978 – Ricetta di “Don Federico Marino” 1935. La ricetta di Don Federico Marino, medico torremaggiorese risalente al 1935, rappresenta una delle poche documentazioni scritte ritrovate circa la produzione del Mirinello dato che gran parte delle informazioni presenti appartengono alla tradizione popolare tramandata da generazione in generazione.

Aspetti  relativi alla sicurezza alimentare del processo ed ai materiali di contatto: Le ciliege selvatiche destinate alla preparazione del mirinello , non vengono trattate con prodotti fitosanitari in quanto la pianta è molto rustica, resistente ai parassiti e ben adattabile alle condizioni microclimatiche del territorio. Per tale motivo è possibile affermare che il liquore che se ne ricava, anche se non certificato, viene ottenuto con i metodi dell’agricoltura biologica. Il processo di lavorazione è semplice e non presenta punti critici di contaminazione e/o eventuali pericoli di tossicità, pertanto, è necessario utilizzare impianti/attrezzature e contenitori a norma per uso alimentare e rispettare le norme igenico – sanitarie previste dalla vigente normativa in materia.

Fonte: Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale –Assessorato Agricoltura Regione Puglia

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