Miele di tiglio di Bagnacavallo

Prodotto agroalimentare tradizionale Italiano – P.A.T. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: Bagnacavallo (Ravenna).

Descrizione

Descrizione sintetica del prodotto: Il nettare dei fiori viene raccolto dalle api nelle piante di tiglio che fiorisce nel mese di giugno

Materiali e attrezzature specifiche utilizzate per la preparazione il confezionamento o l’imballaggio dei prodotti: I materiali e le attrezzature usate sono un soffiatore per soffiare via le api dai telaini, uno smielatore in acciaio inox, maturazione in acciaio inox, vasi di vetro secondo le tipologie e le misure occorrenti. Sono utilizzati materiali secondo le norme igienico-sanitarie

Descrizione dei locali di lavorazione conservazione e stagionatura: La lavorazione del miele viene fatta nell’apposito laboratorio piastrellato munito d’acqua corrente proveniente dall’acquedotto e controllato dall’USL a normativa di legge viene conservato al buio nello stesso ambiente. I locali sono autorizzati ai sensi della norma igienico-sanitaria e non necessitano di deroghe

Storia accertata: L’apicoltura è un’attività molto diffusa nelle più antiche tradizioni rurali del territorio regionale. Fanno fede numerose testimonianze bibliografiche:

Tanari, V. Economia del cittadino in Villa, Bologna, 1644;

Dall’Archivio di Stato di Parma, V. riferimenti di Anonimo del XVIII secolo;

Atti legislativi relativi al settore apicoltura, a partire dal 1250, in Prima Inchiesta Apistica Nazionale, S.T.A.G. Trento, 1937.

In seguito, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, si sono definite le basi di una apicoltura moderna come ancora oggi viene praticata. L’aspetto più importante e caratterizzante è stata l’introduzione e la difgfusione sul territorio regionale degli alveari razionali, in anticipo rispetto alle altre regioni italiane. L’apicoltura emiliano-romagnola si configura quindi, precocemente, come attività agricola evoluta: nel periodo sucitato infatti si trovano numerosissime indicazioni del fervore di tale attività. Molti apicoltori che operano nella Regione rappresentano veri innovatori di tecniche e materiali apistici, pubblicano manuali diffusi in Italia e all’estero. In Regione sorgono i primi Consorzi tra apicoltori. Tutto questo è documentato dalle riviste apistiche dell’epoca(L’Alveare, L’Apicoltura, L’Apicoltura italiana, Rivista di Apicoltura) e inoltre in numerosi testi tra i quali:

Prima Inchiesta Apistica Nazionale, S.T.A.G. Trento, 1937;

Carlini, Note di Apicoltura, ed. Ughi, Savignano di Romagna 1929;

Carlini, Apicoltura pratica Italiana, ed. Tarantola, Piacenza 1929;

Carlini, Note di Apicoltura e usi del miele, Santarcangelo di Romagna, 1934

Nello stesso periodo si sviluppano aziende di allevamento intensivo di api regine, ancora oggi leader sul territorio nazionale, sia a causa della richiesta del mercato estero sia della diffusione delle tecniche apistiche in Regione. Non a caso a Bologna, nella Regione Emilia-Romagna, sorge nel 1931 l’Istituto Nazionale di Apicoltura, per rispondere a un’esigenza di supporto di ricerca tecnico- scientifica all’attività in via di espansione.

Informazioni aggiuntive

Regione

Sezione

Tipologia di prodotto