Miele di castagno calabrese

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T. 

Zona di produzione: Intera regione Calabria

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Storia, tradizione e usi

Il consumo di miele in Calabria era destinato essenzialmente alle ricorrenze poiché il miele veniva utilizzato per la preparazione di dolciumi tradizionali (pignolata, mustaccioli di Soriani, ecc.). Nella cultura contadina vaniva usato a scopo medicinali e terapeutici per curare ad esempio le affezioni bronchiali. Nella tradizione calabrese il miele era conosciuto come tale mentre, la caratterizzazione dei mieli monoflora è subentrata in anni più recenti. Anticamente l’unica distinzione che veniva fatta era tra mieli “chiari” (agrumi, millefiori) e mieli “scuri” (castagno, meiata, eucalipto). Le arnie, dette “bugni villici” erano ricavate da tronchi di alberi o “si fabbricavano con vimini di salice intrecciati” come è riportato anche nel De re rustica di Columella. Dalla “pitta” (cioè il favo di miele)che si formava, si procedeva all’estrazione del miele che avveniva er torchiatura torchi a mano.

Descrizione sintetica del prodotto:

E’ il miele tipico delle aree collinari e montane calabresi. Si caratterizza per il suo colore scuro e sapore deciso e aromatico ciò che non incontra il gusto della maggior parte dei consumatori. Si può presentare liquido o cristallizzato.

Tecniche di lavorazione:

Prima della introduzione delle arnie a favo mobile (introdotte agli inizi del ‘900), l’estrazione del miele avveniva tramite torchiatura. Oggi l’estrazione avviene per centrifugazione, Le principali fasi di lavorazione sono: disopercolatura manuale o meccanica estrazione con smielatori radiali meccanici.

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