Miele del Montefeltro

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: 49 comuni della Provincia di Pesaro e Urbino: Acqualagna, Apecchio, Auditore, Barchi, Belforte all’Isauro, Borgo Pace, Cagli, Cantiano, Carpegna, Cartoceto, Fermignano, Fossombrone, Fratte Rosa, Frontino, Frontone, Isola del Piano, Lunano, Macerata Feltria, Mercatello sul Metauro, Mercatino Conca, Mombaroccio, Mondavio, Monte Cerignone, Montecalvo in Foglia, Monteciccardo, Montecopiolo, Montefelcino, Monte Grimano Terme, Montemaggiore al Metauro, Orciano di Pesaro, Peglio, Pergola, Petriano, Piagge, Piandimeleto, Pietrarubbia, Piobbico, Saltara, San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo, Sant’Angelo in Vado, Sant’Ippolito, Sassocorvaro, Sassofeltrio, Serra Sant’Abbondio, Serrungarina, Tavoleto, Urbania, Urbino.

Descrizione

Descrizione del prodotto: Il “Miele del Montefeltro” di acacia è caratterizzato dal polline di Robinia (Robinia pseudoacacia) associato in proporzioni variabili principalmente dalle seguenti specie nettarifere e non nettarifere: Crucifere, Leguminose – principalmente Sulla (Hedysarum), Ginestrino (Lotus), Fava (Vicia), Pisello (Pisum), Trifoglio bianco (Trifolium), Meliloto (Melilotus) – oltre a Sanguinello (Cornus), Rosacee, Orniello (Fraxinus), Papavero (Papaver), Sambuco (Sambucus), Quercia (Quercus), Vite (Vitis). Il “Miele del Montefeltro” di millefiori è caratterizzato dall’associazione in proporzioni variabili principalmente dalle seguenti specie nettarifere: Leguminose – principalmente Erba medica (Medicago), Ginestrino (Lotus), Acacia (Robinia pseudoacacia), Trifoglio bianco e Trifoglio violetto (Trifolium) – associate a Rovo (Rubus f.), Erba strega (Stachys f.), Crucifere, Girasole (Helianthus f.), Umbrellifere – principalmente forma Carota e Coriandolo – e non nettarifere – principalmente Papavero (Papaver) e Piantaggine (Plantago).

Descrizione metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura: Per l’allevamento delle api e la relativa produzione di “Miele del Montefeltro”, è consentito l’utilizzo di diverse tipologie di arnie. I melari dell’arnia Dadant–Blatt possono essere abbinati al nido dell’arnia Marchigiana. Nel caso si utilizzi l’arnia Marchigiana si pratica la marcatura dei favi (favi del nido uguali ai favi del melario) attraverso un segno di riconoscimento nella parte superiore. Per la produzione di miele si utilizzano le griglie “escludi regina” che, interposte tra nido e melario, impediscono alla regina di deporre uova nei telaini da melario confinandola nella parte del nido. Gli alveari destinati alla produzione di “Miele del Montefeltro” possono essere di due tipologie: – stanziali (restano nella stessa posizione per tutto l’anno); – nomadi (restano nella stessa posizione solo per la durata del raccolto) all’interno del territorio definito sopra. Gli alveari devono essere formati da colonie di api ben sviluppate ed in buone condizioni sanitarie. Le api possono essere nutrite con sostanze artificiali (canditi o sciroppi) o sostanze naturali (miele o polline proveniente dalla zona geografica delimitata dal presente disciplinare) solo in assenza di melari e comunque dovranno intercorrere almeno 15 giorni dalla data dell’ultima nutrizione alla posa dei melari. I favi dei melari devono essere vuoti (non devono aver contenuto covata), puliti e sostituiti con regolarità. Per la difesa sanitaria è preferibile l’impiego di sostanze di origine naturale (bassa o assenza di residuo sul miele); l’utilizzo di farmaci di sintesi autorizzati deve avvenire nel massimo rispetto dei relativi tempi di carenza previsti, riportando in un apposito registro tutti i trattamenti. L’affumicatore, eventualmente impiegato, deve utilizzare come materiale di combustione esclusivamente sostanze di origine vegetale che non trasmettano odori e/o sapori estranei al miele. Per ridurre l’umidità del miele può essere effettuato il trattamento termico con corrente di aria calda e secca o con un deumidificatore facendo attenzione a non raggiungere temperature troppo elevate e a non prolungare eccessivamente il periodo di esposizione. Avvenuta l’eventuale deumidificazione dei melari, si devono disopercolare i favi con strumenti manuali o meccanici. L’estrazione del miele dai favi (smielatura) si esegue con smielatori centrifughi. Il miele estratto viene sottoposto a filtrazione evitando procedimenti troppo spinti come ad esempio l’ultrafiltrazione. Effettuata la filtrazione, il miele deve essere posto in contenitori di acciaio inox (decantatori o maturatori). Trascorso il periodo di maturazione, che non può essere inferiore ai 10 giorni, e può variare in relazione alle caratteristiche del prodotto, il miele deve essere confezionato e conservato in appositi locali. Nel caso si renda necessario un trattamento termico ai fini tecnologici (estrazione, filtrazione, decantazione e confezionamento) la temperatura non deve superare mai i 45° C.

Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e condizionamento: Il “Miele del Montefeltro” deve rispondere alle vigenti normative sull’etichettatura dei prodotti alimentari e alla specifica normativa riguardante il miele. Le confezioni in vaso devono essere in vetro ed avere un peso netto massimo pari a 1000 g. Il miele può essere confezionato in contenitori diversi dal vaso di vetro solo per usi industriali o artigianali.

Descrizione dei locali di lavorazione conservazione e stagionatura: I locali, le attrezzature impiegate per l’estrazione, la lavorazione e la conservazione del prodotto “Miele del Montefeltro” devono essere idonei dal punto di vista igienico sanitario ai sensi delle leggi vigenti.

Tradizionalità: Il carattere tradizionale dell’apicoltura nel Montefeltro è attestato dalle numerose testimonianze storiche sulla costante presenza dell’apicoltura nel corso dei secoli a partire dall’antichità. E’ frequente anche l’utilizzo del miele nella preparazione di alcuni piatti tipici della zona: ci cerchiata, fichette, nociata, bustrengo. Il principale reperto storico che attesta la denominazione è rappresentato da vasi di ceramica da uno e da dieci kg, di proprietà della famiglia Luchetti di Pesaro, che riportano la dicitura “Miele del Montefeltro” e la data 1860. Il principale reperto fotografico è quello della famiglia Gabannini ripresa in prossimità di un apiario nel 1930. Altre testimonianze sono le fiere, mostre e feste organizzate costantemente in alcune località del territorio.

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