Mela rosa Romana

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T.  

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: Appennino bolognese.

Descrizione

Materia prima (caratteristiche del prodotto): Mele prodotte nelle zone tipiche di produzione.

Tecniche di produzione (metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura):

Prodotto fresco: raccolta a mano in frutteti specializzati o in alberi secolari
Prodotto trasformati: mele cotte, succhi di frutta, mele essicate, prodotti per la pasticceria

Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione, il condizionamento o l’imballaggio dei prodotti: Il prodotto naturale come colto si conserva a lungo in fruttario.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura: La mela Rosa Romana si raccoglie circa a metà ottobre quando gli amidi del frutto hanno già
iniziato a trasformarsi in zuccheri.
Dovrebbe essere conservato in fruttaio e non in frigorifero.
Spesso venivano conservate anche all’aperto, nell’aia, in cumuli di 70 cm, sopra uno strato di paglia. In questo modo l’escursione termica favorisce la colorazione dei frutti e le caratteristiche organolettiche.
Ogni 30 giorni si “ripassano” i frutti. Prima delle nevi e del gelo si copre il cumulo con paglia e stuoie.

Il prodotto appena colto è consumabile come una qualsiasi mela, ma giunge alla sua maturazione completa (alta concentrazione di zuccheri) solamente dopo alcuni mesi passati in fruttario, intorno a Febbraio, Marzo.

Il fruttario è un deposito buio, freddo, arieggiato, non troppo umido e riparato dagli sbalzi di temperatura eccessivi.

La Rosa Romana si può conservare in questo modo fino marzo-aprile a seconda delle temperature primaverili . Se le temperature, ad inizio primavera salgono sopra ai 5-7 è meglio trasferirle in fruttaio al chiuso, il locali asciutti, freschi e arieggiati.

Disciplinari di produzione: L’associazione ha sviluppato alcuni disciplinari per la selezione e la coltivazione della pianta. Ha attualmente in discussione i disciplinari sui trasformati.

Rete di distribuzione: attualmente viene venduta direttamente dalle aziende produttrici ai consumatori finali: mercato di Vergato, dettaglianti di Riola, Sasso Marconi, Ponte Rivabella, San Lazzaro e altri luoghi dell Appennino bolognese

Utilizzazione: La Rosa Romana è una mela tradizionalmente destinata alla cottura. Ma può essere anche mangiata fresca soprattutto quando prodotte nelle aree più vocate. Viene utilizzata per produrre succhi di frutti dietetici a bassa contenuto in zuccheri essendo una mela più acidula che dolce. Usata anche per la pasticceria e per la preparazione di torte di mele e strudel.

Cenni storici: La Rosa Romana è una mela coltivata in Appennino da più di 2000 anni. Probabilmente introdotta dagli Etruschi e poi diffusa ulteriormente dai Romani.
Illustrata negli acquarelli commissionati da Ulisse Aldrovandi alla fine del ‘500. Presente nelle statistiche pubblicate da Breviglieri nel 1929.
La Rosa Romana è stata la mela la più coltivata in Appennino (Comune di Gaggio montano), poi successivamente venne sostituita da varietà più moderne.
E’ presente nel repertorio regionale (Legge RER 1/08) tra le varietà di melo da salvaguardare perché a rischio di estinzione.

Referenze bibliografiche:

Breviglieri N. 1949 Elenco per Provincia delle varietà di melo diffuse in Italia fino al 1929. Atti
Convegno Massalmbarda Atti del III Congresso Nazionale di Frutticoltura
Baldini E., Sansavini S (1967). Monografia delle cultivar di melo. Ed. Consiglio Nazionale delle ricerche
Branzanti E.C. Sansavini S. (1964) Importanza e diffusione delle cultivar di melo e pero in Italia. Informatore agrario 7-5-1964. .
Alessandri S., Gregori R., Buscaroli C., Dondini L., Vianello G. Sansavini S. (2018) Mela Rosa romana un patrimonio del germoplasma frutticolo italiano da recuperare e valorizzare per l’ Appennino bolognese. Atti Convengo SOI in stampa
Alessandri S., Tartarini S. Buscaroli C., Dondini L (2016). Biodiversità nel germoplasma del melo emiliano-romagnolo e marchigiano. Frutticoltura n. 11: 46-50

Altre informazioni: Alberi secolari di Rosa Romana sono presenti in tutto l’Appennino bolognese. E’ in atto un progetto per il censimento di tutti gli alberi secolari ancora sopravvissuti e la loro caratterizzazione

Informazioni aggiuntive

Regione

Sezione

Tipologia di prodotto