Scheda ministeriale prodotto:

Mela della Valle del Giovenco

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: Valle del Giovenco

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Le coltivazioni di ecotipi locali di melo sono ancora diffuse in moltissime zone interne d’Abruzzo, mentre altrove sono completamente scomparse. La località di elezione storica è quella di Ortona dei Marsi, in provincia di L’Aquila, situata a 1003 m s.l.m. sulla Valle del fiume Giovenco, da sempre nota per la qualità delle sue mele. Dalle vecchie cronache ottocentesche si apprende che per le popolazioni di campagna la primavera era, almeno nelle annate povere di raccolti, la stagione della fame. Così il giorno della mietitura era un momento di grande festa, perché era sinonimo di pane e abbondanza. Fonti locali fanno sapere che proprio in occasione della mietitura la gente del posto era solita preparare “l’acquata”, vino molto leggero ricavato dalla torchiatura di mele e dalla seconda torchiatura dei raspi d’uva. Questa bevanda, conservata con grande cura, veniva portata dalle donne agli uomini che lavoravano nei campi verso le nove del mattino, perché molto dissetante e poco alcolica. Si deve aggiungere che fino a non molto tempo fa tra i boscaioli di Bisegna e di San Sebastiano, da una parte, e i contadini di Ortona dei Marsi, dall’altra, esisteva una forma di baratto in base al quale gli uomini dei boschi scambiavano le pianticelle di melo selvatico con i prodotti della campagna.

DESCRIZIONE DEL PRODOTTO
Per quanto riguarda il patrimonio melicolo regionale, gli ecotipi maggiormente rappresentativi sono:
LIMONCELLA: mela a buccia gialla caratteristica per la notevole serbevolezza e gusto asprigno. L’albero ha discreto sviluppo, tardivo nella produzione e poco rustico nei confronti delle patologie. Tardivo nella fioritura il frutto è medio-piccolo, cilindrico-conico con asse centrale spesso asimmetrico, con polpa bianco-crema, consistente, acidula, croccante, profumata, non fondente. Nelle zone collinari e nei terreni meno fertili si adatta meglio delle moderne varietà.
CERINA: detta anche “zitella” per la sua maturazione tardiva e l’elevata serbevolezza. La buccia è di colore giallo citrino con sfumature rosse, abbastanza sottile, liscia, lucente e molto untuosa. Il frutto ha pezzatura media rotondeggiante, schiacciato ai poli con polpa bianco-nivea, molto croccante, semi-succosa, dolce o molto dolce, lievemente profumata. L’albero ha buona vigoria e rusticità.
METODICHE DI LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE
Questo albero da frutto si moltiplica per innesto, le piante più vecchie sono innestate in prevalenza su “franco” mentre i nuovi impianti sono realizzati con portinnesti clonali, sempre piuttosto vigorosi, quali M111. Il sesto d’impianto tradizionale è di 5 m sia sulla fila che tra le file. La forma di allevamento è a vaso. Le tecniche di conduzione del frutteto sono a basso impatto ambientale, in quanto vengono effettuati in media solo 5 interventi all’anno per il controllo dei parassiti e per la concimazione si fa spesso ricorso a letamazioni.
TECNICHE DI CONSERVAZIONE
La conservazione viene effettuata in vecchie cantine fresche e al buio, dove le mele vengono sistemate in cassette, quindi coperte da panni di tela e conservate fino alla primavera successiva.

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