Tipologia produzione: A rischio/recuperata
Periodo di produzione: Festività natalizie
Mercato di riferimento: Locale
Descrizione del prodotto: I Maccheroni con le noci di Vejano sono un tipico dolce natalizio la cui preparazione è molto diffusa nei comuni dell’Alta Tuscia. La particolarità di questo dolce è che uno degli ingredienti fondamentali è la pasta alimentare del tipo reginette con un formato lungo a nastro e il bordo un po’ arricciato che rimane ben delineato anche dopo la cottura. Questo tipo di pasta è stato scelto fra i vari tipi presenti in commercio perché predilige il dolce condimento con le noci macinate, il cioccolato fondente, lo zucchero, la cannella e la noce moscata: tutti ingredienti che la pasta reginetta sa evidenziare nella ricchezza e l’armonia di sapori. A preparazione completata i Maccheroni con le noci di Vejano si presentano come una torta da tagliare a fette direttamente dentro la ciotola, e più le fette riescono compatte, migliore è la riuscita del piatto.
Materiali utilizzati nella tradizione locale: I materiali impiegati per la preparazione dei Maccheroni con le noci di Vejano sono: recipienti di plastica per il condimento, pentola per la cottura della pasta, recipiente di plastica o coccio per la preparazione del dolce.
Locali utilizzati nella tradizione locale: I locali in cui avviene la preparazione dei Maccheroni con le noci di Vejano sono: panifici, ristoranti, cucine domestiche.
Storia tradizionale del Prodotto: Ci sono prove storiche che questa pietanza ha origini Etrusco-Romane: per questa ragione è presente nel menù delle feste natalizie dell’alto Lazio, Umbria e bassa Toscana. Deriva dal dolce chiamato in latino “Crustula”, che consistevano in delle “Lagane”, cioè un tipo di pasta fatta con grano saraceno. Queste “Lagane” erano fettucce di pasta fritta o cotta al forno, condita con miele e semi di papavero, che vendevano gli ambulanti per strada, molto simili alle odierne frappe o chiacchiere di carnevale. Nel tempo la ricetta iniziale si è trasformata. Dal Medioevo questo tipo di pasta fu bollita e condita con frutta secca e zucchero, ed il grano saraceno fu sostituito sempre più con il grano duro. A cavallo fra il `500 e il `600 venne importato in Italia il cacao nelle varie corti, tra i regnanti e i nobili. Non era certo a buon mercato, ma era così apprezzato che fu definito il “cibo degli dei”, attribuendogli virtù miracolose. Possiamo supporre, perciò, che la trasformazione della ricetta dei maccheroni sia avvenuta per il desiderio del popolo di arricchirla con ingredienti considerati pregiati, come appunto il cacao, lo zucchero, la frutta secca, e nello specifico con noci e grano duro, che produce una farina di colore bianco, al contrario di quello saraceno che è scuro. La Sig. Maria Morichelli classe 1938, ci ha detto che lei ha imparato a cucinarli da bambina quando insieme con sua madre li preparava per Natale. I bambini di allora erano ghiotti di questa pietanza, molto apprezzata anche dagli adulti, una vera prelibatezza. Tra le famiglie più povere spesso veniva aggiunto al composto pane grattato e nocciole, al posto del cacao e delle noci, perché meno costosi. La Sig. Domenica Tani, classe 1936, ci assicura che “i Maccheroni so’ più boni er giorno doppo, perché se so’ insaporiti mejo”.
Ottenuto anche con metodo Biologico: NO
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