Scheda ministeriale prodotto:

Giglietto di Palestrina

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: Capranica Prenestina (RM), Palestrina (RM)

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Tipologia produzione: Attiva
Periodo di produzione: Tutto l’anno
Mercato di riferimento: Locale
Descrizione del prodotto: Biscotto secco e fragrante, ottenuto dall’impiego di semplici ingredienti come uova, farina e zucchero. Il giglietto, di colore dorato chiaro tendente al bianco, presenta la caratteristica forma a giglio, ricavata a mano con tre ramificazioni, lunghezza di circa 10 cm, gusto leggero. Si conserva per circa 2 settimane. Una certa quantità di impasto viene prelevato manualmente, posto su un banco di acciaio spolverato con della farina, e lavorato a forma di bastoncino. Il bastoncino viene a sua volta suddiviso in tre strisce successivamente affiancate ed allungate singolarmente ad ottenere la caratteristica forma a giglio. Il biscotto, posto nella teglia di acciaio viene cotto al forno per circa 10 minuti e successivamente posto a raffreddare a temperatura ambiente prima della vendita.
Elementi di tradizionalita’ del processo produttivo: Ingredienti utilizzati e metodologia di proeparazione
Materiali utilizzati nella tradizione locale: Le attrezzature usate nelle varie fasi di preparazione del giglietto di Palestrina sono: il tavolo di acciaio, la macchina impastatrice in acciaio per amalgamare gli ingredienti; un contenitore in plastica alimentare per contenere l’impasto lento e teglie in acciaio per la cottura in forno elettrico.
Locali utilizzati nella tradizione locale: Tutte le fasi di lavorazione avvengono all¿interno del laboratorio aziendali e la vendita presso punto vendita aziendale.
Storia tradizionale del Prodotto: Il Giglietto deve il nome alla caratteristica forma a giglio, simbolo araldico della dinastia dei Borbone di Francia. Ed è proprio alla gastronomia parigina del 600 che lega le sue origini. Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, nel 1630 compra da Francesco Colonna, per 775.000 scudi, il feudo di Palestrina per poi donarlo al fratello Carlo. Alla sua morte, 1644, si racconta che i principi Barberini, ottenuta la protezione della Francia, siano stati costretti a riparare alla corte di Luigi XIV in quanto accusati di aver male amministrato il denaro della Camera Apostolica. I principi si recano a Parigi portando con cuochi e pasticceri che familiarizzano con i colleghi francesi che si dimostrano molto abili nella preparazione di questo biscotto a giglio, immagine simbolo dei Borbone. Tornati a Palestrina, i pasticceri del principe provano a comporre con gli stessi ingredienti, le api, simbolo dei Barberini, ma l’esperimento non sortisce lo stesso effetto e seguitano a fare il giglio.
Note: La città di Palestrina dedica dal 1998 a questo biscotto una sagra, che richiama ogni anno numerose persone.
Ottenuto anche con metodo Biologico: NO
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