Periodo di produzione: La maturazione inizia verso la metà di Settembre e si protrae per buona parte dell¿autunno.
Mercato di riferimento: Locale
Descrizione del prodotto: Il fico, specie arborea di antica origine, appartiene alla divisione delle Angiosperme e alla classe delle Dicotiledoni; ordine delle Urticales, famiglia delle Moracae, genere Ficus, specie Ficus carica sativa e cultivar locale chiamata ¿Fallacciano¿. La pianta è di media grandezza e può raggiungere l¿altezza di 8-10 metri. Il tronco è corto e cenerino, con un apparato radicale espanso potente e profondo e l¿impalcatura delle prime branche è bassa e non supera mai i 2 metri. La pianta del Fallacciano ( Ficus carica sativa ) è, botanicamente, una pianta femminile, mentre il maschile è il Caprifico ( Ficus carica caprificus ); la fecondazione negli ambienti e nelle condizioni ideali avviene ad opera di un insetto dell¿ordine degli Imenotteri: la Blastophaga psenes. Il Fallacciano non s¿avvale, di norma, di questa impollinazione, ma la formazione del frutto è partenocarpica, cioè l¿ingrossamento dell¿ovario e il successivo frutto sono determinati da stimoli ormonali prodotti dagli apici vegetativi. Le foglie presentano un peduncolo lungo 8-10 cm., dal quale si dipartono 5 nervature con altrettanti lobi di cui tre più pronunciati; sono caduche, palmate, rugose e verde scuro nella pagina superiore, mentre la pagina inferiore si presenta più chiara e ricoperta di una fitta peluria. I fiori, numerosi, piccoli e semplici, crescono racchiusi all¿interno di una struttura carnosa di colore variabile dal verde al bruno violaceo, chiamata ricettacolo, da cui in seguito si sviluppa il frutto. I frutti del fico Fallacciano sono di due tipi in quanto la pianta è bifera: 1) fioroni detti fallacciani sono prodotti su rami di due anni; 2) i forniti, detti in dialetto ritornelli, sono prodotti sui rami dell¿anno all¿ascella delle foglie. Il fiorone, ovvero il Fallacciano, è un siconio (¿falso frutto¿) di colore verde e costoluto, dalla forma piriforme quasi a fiasco, alla cui estremità è presente un ostiolo (Piccola apertura propria di alcuni tessuti vegetali) . Il colore è verde scuro prima della maturazione; all¿invaiatura il colore vira al verde chiaro, mentre, a maturazione avanzata, la parte adiacente l¿ostiolo si colora di crema e nello stesso compare la caratteristica goccia. La buccia è sottile e poco elastica, la polpa piena, omogenea e zuccherina è puntinata dagli otrioli rosacei e non presenta acheni per la sua partenocarpia; il peso dei frutti varia dai 70 ai 100 gr. La presenza dell¿ostiolo ci indica che il Fallacciano è un falso frutto, infatti i veri frutti sono dentro il siconio, costituiti dai piccolo otricelli che lo compongono. La maturazione è scalare, dura circa tre settimane a partire dalla seconda decade di luglio, conferendo al prodotto Fallacciano la caratteristica tipica di un frutto tardivo. I forniti, detti ritornelli, sono più piccoli dei Fallacciani di forma quasi sferica, non hanno mai avuto un valore commerciale e, in passato, il loro uso era destinato all¿alimentazione dei maiali.
Materiali utilizzati nella tradizione locale: Attrezzature agricole per le lavorazioni del terreno. Attrezzo a uncino e ceste di vimini per la raccolta.
Locali utilizzati nella tradizione locale: Capannoni agricoli, cantine per lo stoccaggio del prodotto
Storia tradizionale del Prodotto: Il fico, come citano diversi fitoarcheologi, è forse la prima pianta che è stata coltivata dall¿uomo. Le ragioni ,a sostegno di questa ipotesi, sono: l¿origine botanica della pianta e la serbevolezza del prodotto secco. L¿origine botanica collocata nella regione geografica dell¿Asia Minore e dintorni è la stessa che ha visto il fiorire delle prime civiltà, che hanno segnato la storia dell¿intera umanità. I Greci prima, e, successivamente, i Romani hanno contribuito a diffonderlo in tutto il bacino del Mediterraneo, per poi espandersi agli altri continenti progressivamente alle loro scoperte. Nell¿economia agricola Bellegrana, per secoli, il fico secco è stato d¿importanza fondamentale, infatti veniva prodotto ed utilizzato come merce di scambio con le popolazioni delle zone più interne fino a quasi tutta la metà del `900. A partire dagli anni ¿40-¿50 del XX secolo, invece si è manifestato un notevole interesse economico del fico come prodotto fresco; denominato ¿Fallacciano¿, per seguire un esponenziale crescita nella coltivazione e produzione fino agli anni ¿80; anni in cui la produzione raggiungeva alcune migliaia di quintali. Infatti è nella metà degli anni ¿70 che si svolsero le prime sagre del Fallacciano nel comune di Bellegra . Durante il periodo della raccolta, nell¿ultimo fine settimana di Luglio, che precede tra l¿altro la festa del patrono del paese San Sisto II° P.M., viene dedicata a questo dolce e pregiatissimo frutto la famosa e tradizionale ¿Sagra del Fallacciano¿ durante la quale, tra spettacoli popolari e folkloristici, è possibile degustare il gustoso fico in tutte le sue diverse modalità di preparazione.
Ottenuto anche con metodo Biologico: NO
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