Batata dell’agro leccese – Patata dolce – Patata zuccherina – Patàna – Taràtufulu

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T.  

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: La sua coltivazione, un tempo, oltre che nell’agro leccese, era praticata a macchia di leopardo, in varie aree del Salento e in particolare a Calimera, centro della Grecìa Salentina. Attualmente è limitata a piccole superfici lungo la fascia costiera dell’agro leccese che dal capoluogo conduce verso la Provincia di Brindisi, ove è praticata da un piccolo numero di agricoltori residenti in loco e nei comuni di Surbo, Squinzano e Trepuzzi.

 

Descrizione

Descrizione sintetica del prodotto: la batata è una Convolvulacea coltivata estesamente in tutte le regioni del mondo a clima caldo, è diffusissima in Estremo Oriente e in America; la sua coltivazione in Italia è limitata a modestissime superfici del basso Veneto, del Comasco e della parte nord-orientale della Provincia di Lecce. E’ una pianta con radici abbondanti, ramificate, che si ingrossano producendo formazioni tuberiformi anche molto voluminose, di forma irregolare, spesso piriformi, bianche, gialle, rosso-brune, o rosee, ricche di fecola e di zucchero, lattiginose, poco conservabili. Le foglie, di forma e colorazione varia, sono portate da steli striscianti e volubili. Il clima congeniale a questa coltura è quello caldo-umido per cui il ciclo vegetativo di questa coltura in Italia va dalla primavera all’autunno. L’antica varietà coltivata nella Provincia di Lecce, e in particolare nell’agro leccese è una varietà molto rustica, vigorosa, quasi invadente, forma piante striscianti molto estese dall’elegante fogliame cuoriforme dalla bella colorazione rosso-violacea. I tuberi sono solitamente di forma alungata con le due stremità sottili, ma anche globosi, di colorazione rosso-ocra. La polpa è giallastra e molto zuccherina.

La coltivazione inizia nel mese di febbraio-marzo mettendo a germogliare in vivaio, i tuberi raccolti nella campagna precedente e quando i germogli hanno raggiunto una lunghezza di 15-20 centimetri.

Ai primi di aprile si staccano dal tubero e si piantano in righe su terreno precedentemente ben coltivato e profondamente assolcato a dorso di mulo.

La coltura, sui terreni ex paludosi – e quindi umidi – che solitamente le vengono destinati, non necessita che di una sarchiatura, di una blanda concimazione e di qualche irrigazione di soccorso, in assenza di piogge estive. Di norma non abbisogna di trattamenti fitosanitari.

La raccolta si esegue già da settembre, ma i tuberi possono rimanere nel terreno sino a novembre. Le rese per ettaro oscillano solitamente dai 200 ai 400 e più quintali.

La varietà coltivata nella provincia di Lecce, si distingue per l’ottimo aspetto estetico, l’uniformità di colore, l’alta concentrazione di zuccheri e soprattutto, qualità più unica che rara, la prolungata serbevolezza. L’aspetto del fogliame, a forma di cuore, la bella colorazione, e il portamento strisciante del fusto, fanno della batata anche un’elegante e originale pianta ornamentale da appartamento e come tale, non di rado, viene coltivata nel Salento: collocata in una caraffa, semisommersa nell’acqua, posta in alto sviluppa una fluente vegetazione a cascata dall’ottimo effetto estetico.

Le batate, pur se produzione e consumo sono molto calati negli ultimi decenni, continuano ad avere sempre molti estimatori ed oggi la loro destinazione primaria è in frittura; servite caldissime cosparse di zucchero semolato; si mangiano anche semplicemente lessate oppure cotte in forno a legna o sotto la cenere calda.  Forse, sono proprio queste ultime due le preparazioni preferibili poiché vengono particolarmente dolci e melate.  Vengono pure impiegate per la preparazione di frittelle e di altri originali dolci. E’ andata, invece, quasi completamente perduta la consuetudine di prepararle in umido, stufate, oppure in preparazioni che prevedevano l’accompagnamento con la carne e addirittura con il baccalà.

Stima della produzione: Diverse migliaia di quintali.

Elementi che comprovino che le metodiche siano state praticate in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni: La coltivazione della batata o patata dolce è attestata, nella Provincia di Lecce, in diverse pubblicazioni anche molto datate (ad esempio, in uno scritto di Giuseppe Palumbo, pubblicato in: “Il Salento” Almanacco Illustrato 1931- vol. 5° – Ed. L’Italia Meridionale- Lecce), inoltre in diversi libri di cucina salentina in cui ricorrono antiche ricette che hanno come base questa convolvulacea.

Fonte: Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale –Assessorato Agricoltura Regione Puglia

Informazioni aggiuntive

Regione

Sezione

Tipologia di prodotto