Scheda ministeriale prodotto:

Ciliegia della Val d’Alpone

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T.  

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: Val d’Alpone, che comprende i comuni di: Monteforte d’Alpone, Roncà, Soave, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione, Vestenanova in Provincia di Verona.

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La storia

Fin dal I e II secolo d.c. si coltivavano nella Val d’Al- pone ciliegie a polpa tenera (tenerine), e a polpa dura (duracine), marasche e amarene, con produzione di frutti non solo sferici, ma anche a forma di cuore o di sfera leggermente allungata, di colore dal giallo chiaro al rosso quasi nero del Durone nero di Montecchia. Più recentemente, a partire dall’inizio del XIX secolo, il Regio Prefetto conte Luigi Sormano Moretti, nella sua “Monografia della provincia di Verona” fornisce notizie dettagliate sulle varietà coltivate: “Frutta.- […] Di ciliegi ve n’ha buona quantità specialmente quelli a frutto rosso cupo e le varietà più conosciute distinguosi, giusto l’ordine di loro maturazione qui in: …more piccole o pegolotte; more o pertegaize”. La coltivazione del ciliegio era tuttavia attuata soprattutto per il consumo locale, con piante sparse nei broli familiari o demandata a segnare i “termini” (confini) fra proprietà. La prima vera diffusione del ciliegio, nell’area collinare veronese, si attua dopo la prima Guerra mondiale e ancor più dopo la seconda Guerra mondiale. Le prime piantagioni specializzate di ciliegio sono degli anni ’40 e le prime descrizioni sulle varietà impiegate sono del Candioli (1940 – precoci: Antieste, Este, Caccianese, Moretta, Durona Precoce di Verona – medie: Mora di Cazzano, Durona di Modena e Vicentina). Notevole espansione della cerasicoltura nel secondo dopoguerra, soprattutto nei comuni di collina, e intensa attività di assistenza tecnica e miglioramento genetico a cura dell’I-stituto Sperimentale di Frutticoltura della Provincia di Verona, sorto nel 1955. Agli inizi degli anni sessanta si ottengono picchi produttivi superiori alle 20.000 tonnellate, il doppio del decennio precedente, che fanno della provincia di Verona uno dei principali poli cerasicoli italiani. Di rilievo, da oltre sessant’anni, la Mostra provinciale delle ciliegie a Cazzano di Tramigna, nella prima settimana di giu- gno, e il mercato alla produzione di Montecchia di Crosara, che supera ad oggi gli 80 anni di storia e si mantiene competitivo sul mercato grazie alla dedizione e tradizione delle aziende agricole locali
che garantiscono alta qualità del prodotto.

Descrizione del prodotto

La “ciliegia della Val d’Alpone” appartiene alla specie Prunus avium. Ha forma rotondeggiante, di pezzatura medio-grossa e colore rosso brillante, mediamente resistente alle spaccature da pioggia. Il sapore è ottimo, caratterizzato da una particolare consistenza e croccantezza. La resistenza alle manipolazioni risulta molto elevata. Le cultivar coltivate più diffuse sono: Mora di Cazzano o Mora di Verona, Mora dalla punta, Moreau, Burlat, Adriana, Giorgia, Ferrovia, Van, Lapins e la Sweet Heart. La particolarità del prodotto è determi- nata dalla tipologia del terreno basaltico, i cui sali favoriscono maggior durezza e qualità organolettiche.

Processo di produzione

La coltivazione in campo segue le tecniche tradizionali e ampiamente consolidate dalla professionalità dei produttori locali. La lavorazione post-raccolta del prodotto fresco prevede il solo confezionamento, effettuato presso le aziende agricole autorizzateo commerciali per una conservazione del prodotto che non supera le due settimane attraverso impianti di refrigerazione. La lavorazione industriale per la trasformazione prevede la stabilizzazione del prodotto attraverso la rimozione del picciolo, l’estrazione del nocciolo e macerazione della polpa affinché si possa ottenere un’uniformità di sapore e consistenza.

Usi

Può essere consumato come prodotto fresco, oppure venduto come trasformato (marmellate).

Reperibilità

Disponibile come prodotto fresco, da fine maggio giugno a fine luglio, in particolare presso il Mercato cerasicolo di Montecchia di Crosara.

Fonte: http://www.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/prodotti-tradizionali

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