Scheda ministeriale prodotto:

Ciambelle all’anice o Anicini

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: Nella provincia di Pesaro e Urbino, in particolare nelle 4 Comunità Montane , del Montefeltro, del Catria e Nerone, del Catria e Cesano, dell’Alto e Medio Metauro. E’ un prodotto diffuso anche nelle province di Macerata e Ascoli Piceno.

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Descrizione del prodotto: Ingredienti: pasta del pane, anice, strutto fuso, sale, lievito di birra. Tipica forma a ciambella. Il colore può variare dal dorato al bruno a seconda che sulla ciambella venga spennellato o meno il rosso d’uovo.

Descrizione metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura: Alla pasta del pane viene aggiunto del lievito di birra, il sale, semi di anice e lo strutto fuso. In alcuni casi, oltre ai semi di anice si aggiunge anche del liquore all’anice di cui, nel territorio marchigiano esistono diverse varianti. Gli ingredienti si lavorano fino ad ottenere un composto omogeneo. Quindi si formano dei cilindri lunghi circa 20-30 cm che vengono congiunti all’estremità assumendo la forma di ciambelline. Si lasciano lievitare per circa 30 minuti e si cuociono in forno. Nel maceratese e ascolano è tipico, prima di cuocerle, pennellare la parte superiore con dell’uovo battuto. A colorazione dorata dovranno essere sfornate. Prima di essere consumate, le ciambelle vengono lasciate per circa una settimana in ambienti non umidi. Se nella lavorazione non viene aggiunto il lievito, mantenendo invariata la presenza degli altri ingredienti, il prodotto è conosciuto anche come ANICINI.

Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e condizionamento: I materiali, le attrezzature devono essere conformi alla vigente normativa in materia igienico-sanitaria. Tipici utensili da cucina.

Descrizione dei locali di lavorazione conservazione e stagionatura: I locali per la lavorazione devono essere conformi alla vigente normativa in materia igienico-sanitaria. Il locale di lavorazione può essere la cucina, ma anche il laboratorio di pasticceria.

Tradizionalità: Riferimenti bibliografici: Nicla Mazzara Morresi, “La cucina marchigiana – tra storia e folklore”, Ediz. Aniballi, 1978; Ricerche effettuate direttamente sul terrirorio.

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