Scheda ministeriale prodotto:

Ciambella serronese

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T.

Zona di produzione: Serrone (FR)

 

Produttore: BAR LAZIO 

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Descrizione sintetica del prodotto:

La Ciambella serronese è una ciambella, vero, ma non è da considerarsi un dolce! O meglio, è qualcosa a metà tra il dolce e salato. Pochi e semplici ingredienti per la Ciambella Serronese, che danno un sapore gustoso e deciso con spiccato aroma di semi di anice. Presenta la caratteristica forma a ciambella abbastanza grande (con 10-15 cm di diametro), il cui aspetto richiama la forma di un fiore grazie ai tagli praticati durante la lavorazione lungo tutta la ciambella. Il colore esterno è dorato con i puntini neri dei semi di anice in superficie e internamente la pasta è gialla con leggere occhiature. Il profumo è intendo.

La Ciambella Serronese è un dolce/salato tradizionalmente pasquale, ma la sua bontà ha contribuito a diffonderne la produzione anche in altri periodi dell’anno.  Può avere abbinamenti diversi: primo tra tutti il salame Corallina, il cui abbinamento, è tramandato dall’usanza che si aveva durante la colazione della domenica di Pasqua. Ma anche miele, marmellata o nocciolata da spalmare.

Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura:

La preparazione della Ciambella serronese ha inizio con l’impiego del lievito madre, la cosiddetta “biga” (a sua volata ricavato dall’impasto precedente), che prima di essere riutilizzato viene rinfrescato e posto a lievitare per 1-2 ore circa in cela di lievitazione.

Si prepara l’impasto della ciambella a base di farina tipo 00, uova (300 g/kg di farina), olio extravergine di olia, latte, buccia grattugiata e succo di limone, semi di anice precedentemente lavati.

Gli ingredienti tutti si impastano a mano o con l’impastatrice e si lasciano lievitare per 1-1,30 min. o comunque fino a quando non si raddoppia il volume dell’impasto e diventa bello spumoso, ed omogeneo. Si prelevano poi filoncini di impasto abbastanza uniformi, che si lavorano a mano unendoli all’estremità a formare la classica ciambella che viene poi “spizzata” con le forbici o un coltello lungo tutta la ciambella in modo da dare la caratteristica forma a fiore.

Si procede con la bollitura in abbondante acqua e quando le ciambelle affiorano, vengono prelevate, poste in una teglia e fatte cuocere in forno per circa 30 minuti a 200°C.

Materiali, attrezzature specifiche utilizzate per la preparazione, il confezionamento o l’imballaggio:

Per la preparazione della Ciambella serronese sono utilizzate le seguenti attrezzature: banco di lavoro in legno e/o acciaio; spianatora di legno, impastatrice, coltelleria, contenitori vari, teglie in acciaio, forno elettrico.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura:

Laboratori aziendali, cella di lievitazione.

Elementi che comprovino che le metodiche di lavorazione, conservazione, stagionatura, sono state praticate in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo di tempo non inferiore a 25 anni:

Non si conosce con certezza l’origine di questo particolare prodotto, ma se ne trovano tracce nella cultura orale del paese. La Ciambella serronese è un dolce/salato che prende il nome e i natali da Serrone, borgo storico della provincia di Frosinone addossato alla parete rocciosa del monte Scalambra, e che accompagna una tradizione centenaria sia per la sua storia che per la preparazione.

E’ un prodotto tipico della cucina del posto, dal sapore semplice e antico, che si mangia tradizionalmente la domenica di Pasqua accompagnata con i salumi e formaggi, ma anche con marmellate e cioccolata.

La ricetta della “Ciammella Serronese” ha dunque origini molto antiche ed è tramandata di generazione in generazione. Si narra che, secondo un’antica usanza, questa ciambella venisse posta dalla sposa sul capo dello sposo per sancire la loro unione. Raccontano infatti gli anziani del paese, che nei tempi passati, la “ciammella” veniva recata in dono dall’uomo quando questi andava a “pete” (dal latino “chiedere”) in moglie la propria fidanzata. La ciambella rappresentava un simbolo di agiatezza della famiglia di provenienza dello sposo e allo stesso tempo, le donne solevano metterla sulla testa del proprio marito il giorno delle nozze, come sigillo della loro unione. Comunque, da sempre, la ciambella è considerata a Serrone un simbolo di agiatezza e auspicio di prosperità.

Altre tradizioni invece indicano la ciambella come cibo del lavoro, a quanto pare, la sua particolare forma permetteva alle donne di indossarla come un bracciale e mangiarla di quando in quando mentre erano impegnate nei lavori dei campi e durante il tragitto per arrivare nei campi: “la “ciammella” (infilata a mo di bracciale) veniva mordicchiata camminando”.

La Ciambella Serronese è un dolce/salato tradizionalmente pasquale, ma la sua bontà ha contribuito a diffonderne la produzione anche in altri periodi dell’anno.  Ed è grazie al Sig. Franco Terenzi, titolare di un antico bar di Serrone, che oggi è possibile trovare la famosa ciambella almeno una a settimana, impasta e lavorata seguendo la ricetta originale tramandatagli dalla sua bisnonna, per poi bollirle in una gigante cottora, il tegame di rame che veniva usato per cuocere le pietanze sul fuoco.

(Fonte: https://www.barlazio.it/)

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