Cardo gigante di Romagna

Prodotto agroalimentare tradizionale Italiano – P.A.T. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: Intera area romagnola.

Descrizione sintetica del prodotto:

Pianta alta, a portamento semieretto, lembo fogliare largo, a media frastagliatura, verde grigio chiaro, a picciolo lungo, mediamente concavo con spine.

Sinonimie segnalate: Gigante di Lucca, Gigante di Chieri

FAMIGLIA: Composite

SPECIE: Cynara cardunculus var. Altilis o lnermis

La definizione di gobbo ha origine da una antica pratica attuata dagli ortolani, che quando eseguono la  copertura dei cardi, hanno l’abitudine di piegarli verso terra, facendoli diventare ricurvi e quindi “gobbi”.

Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura:

TERRENO PREFERITO: pH 6-7. Di medio impasto, profondo, fertile, fresco.

ESPOSIZIONE: soleggiata e riparata (non ventosa),

IMPIANTO: si può realizzare con semina diretta a dimora o con trapianto di piantine ottenute in semenzaio o in contenitori

SEMINA DIRETTA A DIMORA (O IN PIENO CAMPO)

Periodo: aprile/maggio

Modalità: manuale, a file distanti cm 100 e cm 80 sulla fila o a buche distanti cm 80/100 l’una dall’altra,

Il seme ha difficoltà a nascere, pertanto per favorirne la germinazione è consigliabile porlo in acqua o avvolgerlo in un panno bagnato un giorno o due prima della semina.

QUANTITÀ: collocare 3-4 semi per ogni buca (kg 2-2,5 per ha), diradare dopo la nascita lasciando una sola pianta per buca, la più vigorosa.

Le piante ottenute dal diradamento possono essere utilizzate per rimpiazzare eventuali fallanze provocate da parassiti o dovute al seme che non è nato. Profondità: cm 1.

IN SEMENZAIO O IN CONTENITORI

Periodo: in marzo/aprile con trapianto a dimora a 2 mesi dalla semina.

modalità e quantità:

a) in semenzaio: a spaglio. distribuendo 4/5 grammi di seme per mq di superficie (1-1,5 kg per ha a trapianto). da 1 mq di vivaio si ottengono in media 50 piantine con le quali si coprono 40 mq; pertanto per 1 ha a trapianto necessitano 250 mq di vivaio

b) in contenitori: localizzata, ponendo 2-3 semi per vasetto; quando le piantine saranno cresciute si esegue il diradamento lasciando una sola pianta.

media giorni emergenza della plantula: 15/20.

trapianto in pieno campo

Periodo: maggio/giugno quando le piantine hanno emesso la 50/60 foglia ed hanno un’altezza di cm 15/20 (preferibilmente con pane di terra e non a radice nuda) avendo cura di non interrare il colletto.

Distanze: collocare le piantine a cm 80/100 l’una dall’altra in buche preparate in precedenza.

Densità di investimento: 12.000 /13.000piante per ha.

PRATICHE COLTURALI: Lavorazione profonda del terreno (cm 30/40). Sminuzzamento delle zolle. Affinamento e preparazione delle buche dove andranno posti i semi o trapiantate le piantine. La buca si prepara fendendo il terreno con una vanga ed asportandolo fino a cm 25/30 di profondità; quindi si riempie con letame maturo, fertilizzante minerale e terriccio. Periodiche zappettature per eliminare le malerbe e tenere aerato il terreno.

CONCIMAZIONE: interrare ragguardevoli quantità di letame maturo con la lavorazione profonda. Pianta depauperante del terreno, richiede anche notevoli dosi di elementi minerali, in particolare di potassio da distribuire prima dell’erpicatura. Dopo il trapianto somministrare per 2-3 volte nitrato localizzato in ogni buca.

IRRIGAZIONE: ortaggio con esigenza idrica, è consigliabile irrorare il terreno diverse volte durante il ciclo vegetativo: è indispensabile dopo la semina o il trapianto ed in estate quando si verificano periodi di prolungata siccità. La carenza idrica fa diventare le coste legnose e marcatamente amare.

ROTAZIONE: coltura da rinnovo, non deve seguire carciofi, sedani e se stessa per qualche anno.

CONSOCIAZIONE: pianta a sviluppo lento e con bassa densità di investimento, si può consociare con molteplici specie di ortaggi, seminati neIl’interfilare: carote, fagioli nani, lattughe, ravanelli, spinaci.

RACCOLTA: manuale, scalare, è in relazione alla varietà coltivata ed alla richiesta di mercato. Si effettua in autunno ed in inverno quando le piante hanno acquistato un buon imbianchimento, si liberano dai legacci e dal materiale ricoprente, sì tagliano le radici sotto il colletto, si asportano le coste esterne, si svettano le foglie e si confezionano in mazzi o cassette.

CICLO COLTURALE: 160/200 giorni necessari per ottenere il prodotto. Il ciclo è in relazione alla varietà; in linea di massima le cultivar a foglie e coste di colore bianco/avorio si raccolgono a fine estate/inizio autunno e non hanno bisogno di essere sottoposte al processo di imbianchimento, mentre quelle di colore verde/argentato si raccolgono a fine autunno e durante l’inverno ed hanno necessità di essere imbianchite.

PRODUZIONE: q.li 500 per ha di media; può raggiungere punte di 800/1000 q.li per ha.

AVVERSITÀ

Animali dannosi: topi, talpe, lumache, insetti (Afidi,Apione, Cassida, Mosca, Nottua, Punteruolo, Vanessa ed Insetti terricoli in genere).

Malattie fungine: Mal bianco (Leveillula Taurica), Macchie (Ascochita hortorum), Marciumi (Sclerotinia sclerotiorum Sclerotium rolfsii-Rhizoctonia solani-Fusarium saloni), Muffe (Botrytis cinerea). Peronosporiosi (Bremia lactucae), Jracheoverticillosi (Pythium tracheiphilum Verficillum dahliae). Seccume (Ramularia cynarae).

Malattie bafteriche: Marciumi provocati da Erwinia carotovora e da Xanthomonas cynarae.

Malatie da virus: Virus dell’avvizzimento maculato(AMCV),Virus della maculatura anulare del carciofo (AYRV), Virus latente del carciofo (ALV), Rhabdovirus del carciofo (CYRV), Virus del mosaico del cetriolo (CMV), Virus del mosaico del fagiolo (BYMV), Virus dell’avvizzimento della fava (BBWV), Virus del mosaico del tabacco (TMV), Virus della maculatura zonale del geranio (PZSV).

Materiali e attrezzature specifiche utilizzate per la preparazione, il confezionamento o l’imballaggio dei prodotti:

Sono utilizzati materiali secondo le norme igienico-sanitarie.

CONSERVAZIONE: abbastanza difficile perché le coste hanno tendenza ad imbrunire; il sistema migliore è quello di lasciarli nel terreno interrati in fosse appositamente scavate.

Un mese prima della raccolta si provoca l’imbianchimento delle coste, che si ottiene in assenza di luminosità, impedendo alle stesse di. riceverla coprendo l’intera pianta avvolgendola con teli opachi in modo che soltanto il terminale delle foglie si trovi allo scoperto oppure si legano le foglie in fascio in due punti ad altezze diverse e si rincalzano accumulando terra attorno alle piante.

Questa operazione nell’arco di 25/30 giorni, provoca l’imbianchimento e rende le foglie più tenere e di sapore meno amarognolo, inoltre in inverno ha anche la funzione di proteggerle dal gelo; però può esser causa di marciumi, che si sviluppano nella parte interna delle piante. provocati dall’umidità.

Pertanto la legatura e la rincalzatura va effettuata con piante asciutte, sulle quali si attua l’attorcigliamento dei ciuffi di foglie rimasti scoperti, affinché l’acqua penetri all’interno.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura:

I locali sono autorizzati ai sensi della norma igienico-sanitaria e non necessitano di alcuna deroga

Storia accertata:

E’ originario del Mediterraneo. Era coltivato già al tempo degli antichi Romani;

Plinio nella sua “Storia Naturale” lo annovera fra gli ortaggi pregiati.

Come Cardo Gigante avorio senza spine pieno, la prima notizia appare su di un catalogo di sementi del 1951.

Nel 1960, stesso catalogo, appare già come Gigante di Romagna, senza spine costa larga piena, bianco avorio, quindi l’apparizione del nome avviene in questo decennio, presumibilmente nella nostra zona litoranea.

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