Scheda ministeriale prodotto:

Carciofo alla matticella di Velletri

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: Velletri (RM)

Sei un appassionato di enogastronomia?
Scopri i prodotti disponibili su TopFoodItaly!

Sei un operatore business o del canale HORECA?
Scrivici compilando questo form per avere informazioni dettagliate e una quotazione personalizzata.

Periodo di produzione: Primavera
Mercato di riferimento: Locale
Descrizione del prodotto: Il carciofo pronto viene servito preferibilmente su una fetta di pane, che s’imbeve dell’olio che cola dal carciofo. Tolte le foglie più esterne, bruciate, si scoprono quelle interne, delle quali si mordicchia la parte bassa più tenera, finché verso il centro esse diventano totalmente commestibili, racchiudendo il tenero cuore del carciofo che si può gustare in un sol boccone, eventualmente togliendo prima l’eccesso di condimento rimasto. Viene impiegato il carciofo romanesco. La produzione avviene dal mese di aprile fino a maggio, appena terminata la potatura della vite. Nel comune di Velletri, la manifestazione ¿carciofo alla matticella¿ (tralci di viti potati) viene realizzata da almeno 25 anni.
Materiali utilizzati nella tradizione locale: Attrezzi agricoli, attrezzi per il fuoco
Locali utilizzati nella tradizione locale: Aziende agricole.
Storia tradizionale del Prodotto: Di “Carciofi alla matticella di Velletri” nella Città di Velletri si trovano tracce su alcuni scritti dei Gesuiti che governarono Velletri al tempo dello Stato Pontificio e nei racconti dei nonni, a cui lo raccontavano i padri. La sua storia è legata alla potatura delle viti e alla raccolta dei sementi. Quando i lavori si eseguivano interamente a mano, il contadino escogitava soluzioni ingegnose per ridurre la fatica; una di queste consisteva nel piantare alla fine dei filari delle viti (“capocciata”), delle piante di carciofi che, non amando terreni particolarmente lavorati, permettevano di non zappare quell¿area. Durante la potatura c’era chi tagliava i sarmenti e chi li raccoglieva in fascetti (“matticelle”) che sarebbero serviti per il fuoco della cucina e del forno. Con la raccolta dei sarmenti si dava il via alla
tradizionale cottura dei “carciofi alla matticella”.
Note: I buongustai assicurano che il gusto e la morbidezza della cottura sono determinati dalla qualità della vite da cui provengono i sarmenti, così come la cottura in luogo chiuso renderà le foglie dei carciofi secche e dure. L’olio usato per la preparazione deve essere rigorosamente dell’ultima raccolta, ricco di profumi vegetali, sapidità e morbidezze; cocendo sulle braci deve sviluppare un gran profumo.Sarà bravura del cuoco lasciare che una parte dell¿olio rimanga tra le foglie per permettere al commensale che, poggiatolo su una fetta di pane casereccio, sfogliandolo, lasci scendere l¿olio sul pane, mescolando il suo colore verde a quello del carciofo.
Ottenuto anche con metodo Biologico: NO
Regione

Sezione

Tipologia di prodotto

Carrello
Translate »
X