Caglio di capretto - Caggiu de crabittu

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T.  

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: Tutto il territorio della Regione Sardegna

DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO

Si tratta dell’abomaso del capretto, ripieno di una pasta semi-solida, acidula, molto piccante,
ottenuta dal latte che subisce l’azione di lieviti e batteri. Il peso è di circa 250-700 gr.

DESCRIZIONE DELLE METODICHE DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA

Perché si formi il caglio, il capretto deve aver mangiato, dalla nascita alla macellazione, solo
latte materno. Prima dell’abbattimento, perché l’abomaso sia pieno, si fa succhiare latte al capretto.
Subito dopo la macellazione, prima che i fermenti agiscano, si svuota l’abomaso, si filtra il latte e lo si
rimette nello stomaco del capretto. Il caglio si forma per l’azione dei fermenti lattici presenti
nell’abomaso, che quindi trasformano il latte in una massa cremosa. Il tutto si chiude con lo spago
alimentare e si lascia asciugare in un locale asciutto e ventilato. Quindi si affumicano al fuoco per 15-
20 giorni. Dopo la stagionatura viene confezionato in buste di plastica idonee all’uso. Il caglio si
conserva bene in frigorifero per circa un mese, oppure nel congelatore per circa un anno.

MATERIALI, ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E IL CONDIZIONAMENTO

Non occorrono attrezzature particolari.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA

Locali dell’azienda zootecnica.

ELEMENTI CHE COMPROVANO CHE LE METODICHE SONO STATE PRATICATE IN MANIERA OMOGENEA
E SECONDO REGOLE TRADIZIONALI PER UN PERIODO NON INFERIORE AI 25 ANNI

Testimonianze storiche, scritte e verbali

Regione

Sezione

Tipologia di prodotto

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Domande di carattere generale

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