Bondiola di Sant’Agata di Tezze di Arzignano De.Co.

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È la “bondiola di Sant’Agata” il primo De.Co., prodotto a denominazione comunale certificato, di Arzignano. Un’eccellenza gastronomica della tradizione di Tezze che diventa così patrimonio della comunità.
La novità è stata presentata ieri in municipio dal sindaco Giorgio Gentilin e dall’assessore alla valorizzazione delle tipicità del territorio Samuel Guiotto, insieme alla Pro loco e alle associazioni locali, Confcommercio e Confartigianato con i presidenti Leonardo Opali e Guerrino Mazzocco, che ora saranno chiamate a lanciare sul mercato la bondiola e a valorizzarla per sviluppare il turismo gastronomico ad Arzignano. Con loro l’associazione Sant’Agata di Tezze e soprattutto Attilio Armando Castaman, custode dalla ricetta tradizionale, che ha deciso di metterla a disposizione dell’Amministrazione comunale.
Per questo ha ricevuto dal sindaco Gentilin una targa «per la generosa partecipazione – si legge nella pergamena – allo sviluppo della cultura  enogastronomica della città». Il disciplinare con la ricetta tradizionale della “bondiola di Sant’Agata” è stato depositato in Comune a conclusione del lavoro di due mesi della commissione, composta dall’assessore Samuel Guiotto, dalla presidente della Pro loco Emma Bacigalupi e da Marco Zini in rappresentanza della Confcommercio, per arrivare al traguardo a pochi giorni dalla tradizionale processione votiva di Sant’Agata, che è in programma domenica mattina a Tezze, dove sipotrà assaggiare questa specialità. Un lavoro, quello della commissione, che non si ferma. «Nei prossimi giorni le associazioni di categoria organizzeranno un incontro con i produttori del luogo e con loro che commercializzeranno la bondiola – ha spiegato l’assessore Samuel Guiotto – a marzo saranno i ristoratori della vallata che intendono aderire al marchio “ristoranti di Sant’Agata” a riunirsi. Intanto partirà un concorso che coinvolgerà le scuole e comunque tutti i cittadini per scegliere il logo identificativo del prodotto: aspettiamo i bozzetti con le proposte». «Avrà anche una confezione specifica distinguibile dagli altri prodotti – ha aggiunto Emma Bacigalupi – e saranno realizzate delle vetrofanie per i produttori e i ristoratori». «Arzignano non solo polo industriale – ha detto Gentilin – ma anche città in grado di promuovere la gastronomia locale, il turismo e valorizzare così il territorio». Sulla ricetta originale, tramandata dai norcini a inizio Novecento, vige il più stretto riserbo. «Si può dire che contiene cotenna di maiale, lingua e guanciale oltre ad aromi naturali. Niente di più – ha detto Attilio Armando Castaman, custode della ricetta –; sono contento di aver contribuito e che la tradizione della bondiola sia ancora apprezzata. La nostra è una famiglia di macellai e commercianti di bestiame, da nonno Attilio a papà Battista. Ed è stato proprio un norcino a passarci la ricetta di una eccellenza che abbiamo continuato a produrre ma che è rimasta finora solo a Tezze». Unatradizione ricordata anche da don Giovanni, parroco di Tezze, e da Maria Antonietta Povoleri, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Sant’Agata. «Chi vuole aderire per produrre la bondiola dovrà attenersi al disciplinare depositato – ha concluso l’assessore Guiotto – che fissa peso, 800-1000 grammi, ma anche grana di macinatura, dosi e quantità. Chi non rispetterà i dettami previsti verrà sanzionato ed eliminato dal registro De.Co».

Da Il Giornale di Vicenza 5/2/2016

Regione

Sezione

Tipologia di prodotto

Comune De.Co.

Arzignano (VI)

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