Antiche varietà di uva da tavola piacentina - Verdea - Besgano bianco - Besgano rosso - Bianchetta di Diolo - Bianchetta di Bacedasco

Prodotto agroalimentare tradizionale Italiano – P.A.T. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: La Val Tidone rappresenta la zona principale di produzione della Verdea, la Val D’Arda quella della Bianchetta di Bacedasco e della Bianchetta di Diolo, mentre la Val Chero da Gropparello a Carpaneto quella del Bersgano Bianco e Rosso.

Descrizione sintetica del prodotto: Le caratteristiche peculiari delle 5 cultivar delle antiche varietà di uva da tavola Piacentina sono riportate sinteticamente di seguito e in dettaglio nella bibliografia allegata. Verdea: vitigno tipicamente piacentino, anche se coltivato in qualche altra provincia. Non si hanno notizie precise sulla sua origine, tuttavia già nel 1300 si parlava di Verdea o “Colombana, nome con cui viene ancora oggi indicata la stessa cultivar. La più famosa uva da tavola del piacentino che può competere con le uve del meridione d’Italia per la sua lunga conservabilità. Presenta anche ottime qualità organolettiche, produzione buona e regolare, buona resistenza ai trasporti. E’ diffusa in particolare modo nella Val Tidone. Besgano bianco: cultivar di origine piacentina, trovava la sua area di elezione nella Val Chero, e tuttora permane come area di coltivazione la zona di Sariano di Gropparello. Il Besgano bianco non risulta adatto a trasporti per lunghi periodi. Besgano rosso: unico vitigno di uva rossa da tavola del piacentino, si presenta ottimo sotto tutti gli aspetti. Risulta diffuso nella Val Chero e sino a qualche decennio fa trovava facile collocamento sul mercato di Bergamo. Bianchetta di Bacedasco: varietà conosciuta nel piacentino da epoca remota. Viene detta Bianchetta di Bacedasco perché particolarmente diffusa in quel di Bacedasco, frazione del Comune di Castell’Arquato. Bianchetta di Diolo: vitigno tipico della provincia di Piacenza che prende il nome dal paese omonimo nei dintorni del quale viene coltivato. La produzione è quantitativamente e qualitativamente buona ed inoltre la cultivar presenta una media resistenza ai trasporti.

Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura: Portinnesti: 140 Ruggeri, 1103 Paulsen (tutta la serie dei Paulsen). Sesti d’impianto e forma di allevamento: 2*2.5 m. Guyot e Guyot doppio alla piacentina e Pergoletta. Le tecniche colturali vengono effettuate secondo le tradizioni locali.

Materiali e attrezzature specifiche utilizzate per la preparazione, il confezionamento o l’imballaggio dei prodotti: Sono utilizzati materiali secondo le norme igienico-sanitarie.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura: I locali sono autorizzati ai sensi della norma igienico-sanitaria e non necessitano di alcuna deroga.

Storia accertata: L’istituto di Coltivazione Arboree della Facoltà di Agraria della Università Cattolica di Piacenza ha condotto accurate indagini fin dagli anni ’60 elencando e descrivendo i vitigni di uva da tavola segnalati come autoctoni in provincia di Piacenza (Fregoni M. 1963). Come risulta da documenti antecedenti quali gli Atti dei Convegni tenuti in concomitanza della Prima Mostra  Nazionale delle uve da tavola Piacenza e soprattutto dalla Sintesi storica sulle uve da tavola nel piacentino del Dott. E. Parenti Direttore della Cattedra Ambulante di Agricoltura per la Provincia di Piacenza l’uva da tavola vanta antiche tradizioni (con notevole qualità esportate in Francia, Svizzera e in Germania). Tali tradizioni sono comprovate dalla individuazione e caratterizzazione delle 5 cultivar piacentine documentata, oltre a numerose altre documentazioni più di recente.

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