Aglio bianco piacentino

 

Prodotto agroalimentare tradizionale Italiano – P.A.T. 

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: ricade nella provincia di Piacenza e comprende l’intero territorio dei comuni di Besenzone, Cadeo, Calendasco, Caorso, Castelvetro Piacentino, Cortemaggiore, Fiorenzuola, Gossolengo, Gragnano Trebbiense, Monticelli d’Ongina, Piacenza, Podenzano, Pontenure, Rottofreno, Sarmato, San Pietro in Cerro, Villanova e parte del territorio dei comuni di Agazzano, Alseno, Borgonovo Val Tidone, Carpaneto Piacentino, Castell’Arquato, Castel San Giovanni, Gazzola, Ponte dell’Olio, Rivergaro, San Giorgio Piacentino, Vigolzone.

Descrizione

Materia prima, caratteristiche del prodotto: La denominazione «Aglio bianco piacentino» designa i bulbi ottenuti dalla coltivazione delle locali varietà di aglio «Ottolini» e «Serena», nella zona geografica di produzione delimitata. Il prodotto, per poter essere commercializzato o reimpiegato per la semina, deve rispondere  alle seguenti caratteristiche.

  • i bulbi si presentano allo stato secco:
  • la tunica esterna del bulbo e quelle che avvolgono ciascuno spicchio devono essere completamente secche e di colore bianco;
  • i bulbi sono provvisti di spicchi (o bulbilli) nel numero variabile tra 14 e 18, di sapore acre, di dimensioni medie e grosse (ovvero con diametro massimo della sezione equatoriale non inferiore a 40 mm ), compatti e di forma regolare senza difetti qualitativi;
  • i bulbi devono aver le caratteristiche previste dalle norme comuni di qualità rispondenti alle categorie extra o Ia.

Tecniche di produzione (metodiche di lavorazione, conservazione, stagionatura,…): La messa a dimora dei bulbilli deve essere effettuata nel periodo compreso tra il 20 settembre e il 20 novembre e preferibilmente nel mese di ottobre, impiegando semente (bulbilli) certificata appartenente esclusivamente alle varietà «Ottolini» o «Serena». La semina deve essere effettuata in modo da non superare la densità massima d’investimento di 270.000 piante per ettaro. I sesti d’impianto da adottare sono:

distanza tra le file 30 -33 cm;

distanza sulla fila 12 -15 cm.

La maturazione fisiologica dell’Aglio bianco piacentino inizia normalmente fra il 20 giugno e il 15 luglio, conseguentemente la raccolta si conclude, di regola, verso la metà del mese e non oltre il 30 luglio.

Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione, il condizionamento o l’imballaggio: L’aglio, una volta estirpato, rimane sul campo, in file ben esposte, fino all’essiccamento completo. Completate le operazioni di essiccamento in campo l’aglio viene legato in mazzi e quindi collocato nelle aie delle aziende per l’essicazione definitiva. Successivamente viene posto in piccole cataste e sistemato in appositi locali, in attesa di essere avviato ai siti di conservazione e condizionamento.

Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura: Il trasferimento dalle aziende ai siti di conservazione condizionamento, avviene in modo da mantenere la rintracciabilità del prodotto ed inalterata la qualità dello stesso, ovvero che i bulbilli non subiscano schiacciamenti, lesioni, perdita della cuticola.

Storia accertata: Nel Piacentino, fino al XIX secolo, la coltivazione dell’aglio riguardava orti familiari. Le più antiche notizie statistiche relative alla produzione di pieno campo di aglio nell’area risalgono al 1922. Negli anni successivi la coltivazione dell’aglio in pieno campo non tardò a svilupparsi. Nel 1947 si costituì a Piacenza il Consorzio Provinciale Orticoltura avente un proprio marchio commerciale ed una specifica Sezione Economica Produttori di Aglio, il S.E.P.A., che da subito si distinse principalmente per l’esportazione di tale prodotto verso gli Stati Uniti. Nel corso degli ultimi trenta anni la coltivazione di aglio bianco piacentino ha assunto una posizione di notevole importanza, occupando il 10% circa della superficie nazionale investita ad aglio, con una produzione media annua di circa 3.000 tonnellate. Dal 1978 a Monticelli d’Ongina si svolge ogni anno una manifestazione-convegno dedicata all’Aglio bianco, ed in particolare alle varietà locali (Ottolini e Serena). La consolidata tradizione della coltivazione dell’aglio consentì di fare un lunghissimo e certosino lavoro di miglioramento varietale, culminato con la selezione della locale varietà  di aglio «bianco Piacentino», riconosciuta il 6 gennaio 1982 con il Decreto di iscrizione della denominazione varietale nel Registro delle varietà di Allium sativum L.. Nel 1983 venne ufficializzata la certificazione varietale e sanitaria ENSE di aglio «Piacentino bianco» da seme. Successivamente con decreto del 9 aprile 2004 è stata rinnovata l’iscrizione al registro nazionale delle varietà con la nuova denominazione “Ottolini”.

Informazioni aggiuntive

Regione

Sezione

Tipologia di prodotto