La Pupazza – Riofreddo

La pupazza, nella stragrande maggioranza dei casi, è un gigantesco fantoccio alto dai due ai quattro metri, a metà tra lo spaventapasseri e le maschere in cartapesta di Carnevale.

Che funzioni svolge? Essa deve dapprima sorprendere, spaventare, incutere timore, impressionare piccoli e grandi. Spesso esce d’improvviso, piomba nella piazza affollata per la festa da una stradina buia e secondaria accompagnata da pochi strumenti musicali.

Poi deve divertire, danzare il saltarello, inchinarsi sugli astanti, compiere continue piroette, provocare, mimare, ammiccare… infine, quando la folla è stanca ed eccitata, la pupazza deve morire. E la sua morte deve essere uguale a quella delle streghe, perché lei, nell’immaginario collettivo, è una strega. Perciò, come nel medioevo, va bruciata pubblicamente dopo che in tanti le hanno sputato addosso, l’hanno colpita a calci, l’hanno ingiuriata, l’hanno spintonata. Azioni e gesti che la gente esegue quasi sempre senza rendersene conto.

Sono tanti i paesi dove si ha memoria di questo rito e dove ancora si può assistere al suo consumarsi. Un tempo ciò avveniva quasi sempre tra luglio e settembre, al termine dei raccolti e in occasione delle feste patronali, quando la maggior parte dei contadini e dei pastori “si fermava”, sospendeva il lavoro e tornava in paese.

Nella Valle dell’Aniene e a Riofreddo il fantoccio viene chiamato Pupazza (dispregiativo di pupa=bambola). Nel paese del freddo, viene costruito con canne palustri e riempito di razzi e sacrificato con un grande falò in piazza o la sera della festa di S. Giorgio, ad aprile o la sera del 14 Agosto oppure riposato per la festa della Madonna dei Fiorentini, a settembre.

(Artemio Tacchia)

Contatti: 3408304653 (Martina) – 3345702589 (Valentina)

E-mail: proloco.riofreddo@libero.it

Translate »