Scheda ministeriale prodotto:

Arancio biondo di Fondi

Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano – P.A.T.  

ELENCO PRODUTTORI

Zona di produzione: Castelforte (LT), Fondi (LT), Formia (LT), Gaeta (LT), Monte San Biagio (LT), Sperlonga (LT)

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Tipologia produzione: A rischio
Periodo di produzione: La raccolta a seconda della località di coltivazione inizia da fine febbraio, nel comune di Fondi e si protrae fino alla fine di luglio- agosto, nelle località di Suio, nel Comune di Castelforte.
Mercato di riferimento: Locale
Descrizione del prodotto: Cultivar autoctona, presente esclusivamente nell’area pontina. Allo stato attuale vengono contemplate 3 ecotipi locali denominati: Biondo nativo, proviene dal seme dell’arancia gentile senza essere innestata, presenta spine di 2-3 centimetri e poco resistente ai marciumi radicali; Biondo nativo d’innesto, ottenuto dall’innesto su melograno per migliorare la resistenza ai marciumi radicali portando a piante meno spinone e più longeve; Biondo detto Porcino, ottenuto da innesto su melograno ma con marze di varietà Biondo già innestate su melograno, determinando piante con sviluppo vegetativo lento, con chioma globulare che ricorda l’aspetto di un fungo porcino, con spine molto piccole. L’Arancio, di forma sferoidale caratterizzato da buccia sottile, presenta una polpa succosa e dolcissima di colore giallo-arancio ricca di semi grossi e di forma allungata. Il frutto è consumato allo stato fresco, raccolto con la foglia attaccata, per offrire al consumatore la garanzia di freschezza del prodotto. Il frutto è commercializzato allo stato fresco e raccolto con la foglia attaccata per offrire al consumatore la garanzia di freschezza del prodotto.
Elementi di tradizionalita’ del processo produttivo: Utilizzo della cultivar autoctona
Materiali utilizzati nella tradizione locale: Vari attrezzi agricoli per la lavorazione del terreno.
Locali utilizzati nella tradizione locale: Cantine e magazzini di stoccaggio
Storia tradizionale del Prodotto: Il maggior numero di testimonianze si registra intorno al XVIII secolo, periodo in cui il prodotto assume un’importanza commerciale tale che Fondi diviene sinonimo di arancio. Gli aranceti di Fondi caratterizzavano a tal punto il territorio che i famosi viaggiatori dell’800, in Italia per i Gran Tour, non poterono fare a meno di decantarli. Lo fa Madame de Steel, Chateaubriand e Goethe. Quest’ultimo li ricorda nei seguenti versi: “Splendon tra le folie verdi, arance d’or”. Nelle aree più vocate di Fondi e Suio (nel comune di Castelforte) esistono piante con più di un secolo di età. Nella “Statistica” del regno di Napoli, del 1811 si individua l’areale di produzione proprio nella Piana di Fondi e si riporta come sia questa forse unica pianta che … si propaga per via di semi. Nella famosa Inchiesta Jacini del 1880 sono descritte coltivazioni con esemplari aventi fusto di 40-50 cm di diametro, di 300 anni di età.
Note: Nonostante la riconversione varietale che ha interessato l’agrumicoltura di Fondi negli anni ’80, oggi esistono ancora appezzamenti con aranci di questa varietà. Nel territorio in esame esistono esemplari centenari di arancio Biondo comune con una vigoria eccezionale, nonostante le numerose avversità atmosferiche, a cominciare dalle gelate del 1741 e del 1788, a quelle più recenti come la gelata del 1956 e del 1985. Oggi la superficie agrumicola è stimata in 700-750 ha, quasi completamente riconvertiti, mentre di arancio biondo si stimano ormai solo 5-6 ha, distribuiti in una miriade di appezzamenti specializzati.
Ottenuto anche con metodo Biologico: NO
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